Dynamiche Infinite
Triennale di Milano 2020

Una fotografia Futurista

Leggerezza, rapidità, esattezza, molteplicità e visibilità furono, per Italo Calvino, i parametri base del codice di comportamento letterario del terzo millennio. Invarianti letterarie che Maurizio Gabbana sembra aver traslato nel suo mondo fotografico. Gabbana opera, innanzitutto, dissolvendo la compattezza degli oggetti, e sottolineando la sua passione per il Futurismo con quella “Molteplicità” ottenuta mediante sovrapposizioni e rotazioni utili a conferire dinamismo e “Leggerezza” alle immagini.
Il “Dinamismo di un cane al guinzaglio” di Giacomo Balla sembra essere, così, un riferimento costante. L’oggetto della fotografia è decostruito, in linea con il pensiero filosofico di Derrida. È un modo forte, incisivo, per comunicarci con l’arte del messaggio fotografico che la semplicità è spesso fonte di inganni. Si deve andare oltre la semplice apparenza, la prima impressione, analizzando e comprendendo quanto di complesso si cela dietro ogni messaggio semplificato.
Gabbana, però, nel sostenere di vivere la città percorrendola a piedi, opera un processo di ritorno. Da un lato scompone, analizza i singoli episodi, dall’altro li ricompone interiormente e fotograficamente con una azione cognitiva e percettiva gestaltica.