AssenzA

Dal testo di Gian Ruggero Manzoni “INCONTRARCI NELL’ASSENZA“

Sempre più, a mio avviso, l’anelito alla “bellezza”, nell’oggi, si manifesta in modo disordinato, caotico, infatti l’incertezza della sua forma e, soprattutto, della sua autenticità, complici le chimere di una società sempre più omologata dalle regole del mercato e dell’apparenza, determina smarrimento, persino paura. È necessario, per questo, agire sull’educazione alla consapevolezza, sull’elevazione del pensiero, poi curare l’estetica dei luoghi e delle persone, come pure dei comportamenti, dei discorsi e delle relazioni. È necessario, per questo, agire sull’educazione alla consapevolezza, sull’elevazione del pensiero, poi curare l’estetica dei luoghi e delle persone, come pure dei comportamenti, dei discorsi e delle relazioni...
A questo proposito è importante leggere i testi di Zygmunt Bauman e Agner Heller “La bellezza (non) ci salverà” e di James Hillman “Politica della Bellezza” secondo i quali, appunto la bellezza, risulta l’unico possibile antidoto contro la disperazione, quindi una dimensione inattesa, spaesante sebbene in costante dialogo con il suo opposto, cioè “lo sgradevole”, nonché la sola risultanza positiva in merito alla fondamentale connessione tra benessere collettivo …. Reputo che anche da tali premesse sia nato questo nuovo ciclo di opere di Maurizio Gabbana, cioè il fare della fotografia non un manufatto puramente aggraziato, quindi edonisticamente piacevole, ma uno strumento di indagine che, abbandonando una formulazione tradizionale, entra nel dialettico se non nel concettuale col pittorico, ponendo alla sua base uno scopo specifico, quello di rinnovare una freschezza dello sguardo… di quello sguardo (sul mondo) ormai contaminato e incrostato dalla (in)civiltà delle immagini.